Una manifestazione a Sassari per supportare Puigdemont il giorno dell’udienza

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Una manifestazione a Sassari per supportare Puigdemont il giorno dell'udienza

Il sit-in a Sassari.

Sassari si mobilita per supportare Carles Puigdemont. Il 4 ottobre, la data dell’udienza, dalle ore 9 ci sarà un sit-in davanti alla Corte d’Appello di Sassari, in via Budapest 34 che dovrà decidere sull’estradizione dell’ ex presidente catalano e attuale europarlamentare. La manifestazione p organizzata da iRS, ProgReS, Torra, FEM-Marenostrum, Sardigna Natzione, Movimento Omosessuale Sardo, Òmnium Cultural de l’Alguer.

Carles Puigdemont era stato arrestato nella notte tra giovedì 23 e venerdì 24 settembre all’aeroporto di Alghero. La notizia era finita subito sulle prime pagine dei principali quotidiani internazionali e moltissime persone si erano mobilitate per la sua liberazione.

L’arresto è avvenuto in base a un mandato di cattura internazionale emesso dal giudice del Tribunale supremo spagnolo Pablo Llarena. A carico dell’ex presidente vi è un procedimento giudiziario in corso in Spagna dal 2017 per la dichiarazione di indipendenza della Catalogna a seguito del referendum per l’indipendenza del primo ottobre nel quale la maggioranza dei catalani ha votato a favore.

Carles Puidgemont dopo una notte trascorsa nel carcere di Bancali è stato rilasciato senza restrizioni nel pomeriggio del 25 ottobre ma l’udienza con la quale i giudici decideranno se liberarlo o estradarlo in Spagna è fissata per lunedì 4 ottobre in Corte d’Appello a Sassari.

“Lo Stato italiano non può assumersi la responsabilità di consegnare un esiliato politico nonviolento allo Stato spagnolo che ha già dimostrato il suo spirito vendicativo e la sua attitudine violenta e repressiva nei confronti di pacifiche espressioni democratiche – commentano gli organizzatori del sit-in – . Il Parlamento Europeo e il Presidente David Sassoli non possono esporre alla certezza della persecuzione giudiziaria spagnola un Europarlamentare democraticamente eletto. Le questioni politiche devono essere risolte politicamente e non nelle aule di tribunale”.